Galleria Vik Milano

All’ombra della Madonnina la Galleria Vik non è solo un albergo, ma anche una vera e propria miniera d’arte di tutti gli stili. Un tesoro ben custodito che raccoglie il meglio della scena culturale italiana e internazionale, in tutte le sue forme, dipinti, installazioni, fotografie

Le pop girl della giapponese Tomoko Nagao, le irriverenti ceramiche del milanese Francesco De Molfetta, le foto black and white del polacco Szymon Brodziak, le opere fiabesche riccamente decorate di Nina Surel e i collages di Felipe Cardeña. I paesaggi urbani al crepuscolo di Alessandro Busci, il colto esercizio di citazioni e reinvenzioni di Stefano Banfi che attraverso l’uso di light box e stampe digitali traduce in un puro gioco di linee, luce e colore, alcune icone della grande storia dell’arte, le piazze di Giorgio De Chirico, l’urlo di Edvard Munch, la bombetta di René Magritte. La borsetta in vetro dell’artista Silvia Levenson, apparentemente inoffensiva che racchiude al suo interno una mannaia ci sussurra fatti che tristemente già conosciamo, situazioni di violenze domestiche che troppo spesso oggi culminano in tragedie da cronaca nera.

Un’opera dell’artista Stefano Banfi

Se si vuole andare a caccia di arte contemporanea, scoprire artisti emergenti o già affermati di tutto il mondo, bisogna andare alla Galleria Vik in via Silvio Pellico 8, a Milan non solo un luxury hotel con affaccio mozzafiato sulla Galleria, tra i monumenti simbolo della città, ma anche un raffinato, incredibile contenitore d’arte, di bellezza e di cultura. L’Hotel raccoglie il meglio della scena artistica italiana e internazionale, in tutte le sue forme, dipinti, installazioni, fotografie), dal figurativo all’astratto al pop, con opere di artisti selezionati dal curatore artistico critico d’arte e scrittore Alessandro Riva, sparse ad ogni angolo, negli spazi comuni, la hall, il bar, il ristorante, attraverso i corridoi e nelle camere, bagni compresi. I nuovi proprietari dell’Hotel (inaugurato nel 2019 dopo una completa ristrutturazione dell’ex hotel extra lusso Townhouse, con il supporto dell’architetto uruguaiano Marcelo Daglio) sono infatti appassionati collezionisti: Alexander e la moglie Carrie Vik, lui imprenditore di origine norvegese una catena di luxury retreats in Uruguay e in Cile dove in una vigna di 11mila acri che produce con innovative tecniche di vinificazione vini d’eccellenza (il secondo migliori vigneto al mondo nel 2024 secondo l World’s Best Vineyards). “Non ci limitiamo a comprare arte, noi collaboriamo e creiamo l’arte“, ha spiegato Carrie Vik a Sotheby’s.

Appena entrati nella lobby cui si accede da via Silvio Pellico, ad accogliere gli ospiti è una gigantesca riproduzione della scultura in bronzo di Auguste Rodin, Il Pensatore. L’impatto è reso ancora più emozionante grazie al monumentale affresco a secco che ricopre le pareti e il soffitto dell’artista italiano Alex Folla in collaborazione con la moglie, la pittrice russa Elena Trailina che raffigura otto figure mitologiche che sorreggono il mondo.

Anche il bar ristorante al primo piano con affaccio sull’Ottagono, aperto anche al pubblico che può sostare per un drink o un lunch, rappresenta un palcoscenico dinamico per esposizioni temporanee che si rinnovano ogni mese, dove scoprire talenti emergenti da tenere d’occhio o già affermati. In questi giorni è in corso la mostra personale di Marta Mez,“Rear Windows”: la pittura dell’artista esplora la geometria delle facciate dei palazzi, illuminati nella sera da una luce fioca. Evocano un senso di attesa fra Edward Hopper ed Alfred Hitchcock. Trattengono storie che non conosciamo e che forse non conosceremo mai.

Opera dell’artista Marta Mez

L”hotel conta 89 camere, distribuite su cinque piani, ogni stanza decorata con uno stile unico porta la firma di un autore diverso, con il l nome è dipinto a mano sulle porte assieme al numero di stanza. C’è la camera 208 di Mario Schifano, quella coloratissima di Felipe Cardeña (la 407) con un patchwork di fiori e animali esotici, la 307 di Carla Mura che realizza opere utilizzando un materiale da lei molto amato, il filo. le tele coloratissime di Willow, artista milanese di ispirazione neo pop e fumetto. La lista degli artisti è lunga e attraversa tutte le tendenze dell’arte contemporanea: Pino Pinelli, Marco Lodola, Aldo Damioli, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Giovanni Frangi, Alessandro Busci, Andrea Zucchi, Leonida De Filippi; protagonisti del nuovo astrattismo, come Marco Casentini, Matteo Negri, Non mancano presenze importanti della scena artistica internazionale, il cinese Liu Bolin, famoso per le foto in cui si “mimetizza” con lo sfondo, l’artista di origini libanesi Ali Hassoun, il fotografo polacco Szymon Brodziak, Antonio Guccione, attivo a New York fin dagli anni Ottanta, per citarne alcuni. Fra i più interessanti esponenti della pittura contemporanea uruguayana e sudamericana anche Vicky Barranguet, Eduardo Cardozo, Fernando López Lage, Rita Fischer.

La Vik Presidential Suite impreziosita dagli scatti della giovane fotografa romana Vittoria Regina che richiamano echi della pittura dei Preraffaelliti e del Surrealismo, offre due tra le viste più iconiche di Milano: nel salotto sulla navata centrale della Galleria Vittorio Emanuele II e nella camera da letto con vista sul Teatro alla Scala e su Palazzo Marino.

Non manca anche una serie di “experience” sempre legate all’arte: incontri con gli artisti che spiegano il loro lavoro e lezioni collettive di pittura con tanto di disegno dal vero e con degustazioni di pregiati vini della cantina Vina Vik, accompagnate dal pianoforte di Giuseppe Califano. “Che siate disegnatori provetti o non teniate una matita in mano dalle elementari, poco importa! Vi aspettiamo per dare sfogo alla creatività attraverso un’esperienza multisensoriale”, racconta Michela Bonetti, che insieme ad Alessandro Riva ha visto il Vik Gallery nascere e crescere.

Di Cristina Tirinzoni

Giornalista professionista di lungo corso, ha cominciato a scrivere per testate femminili (Donna Moderna, Club 3, Effe, Donna in salute). E’ stata poi per lungo tempo redattore del mensile Vitality e del mensile Psychologies magazine e Cosmopolitan, occupandosi di attualità, cultura, psicologia. Ha pubblicato le raccolte di poesie Come un taglio nel paesaggio (Genesi editore, 2014) e Sia pure il tempo di un istante (Neos edizioni, 2010).

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